PULSAR-SPAZIALI (2014)

 

Nella serata inaugurale della mostra Pulsar, presso il museo e planetario astronomico di Pino Torinese, INFINITO, Anna Ippolito e Marzio Zorio hanno dato luogo ad uno spettacolo audiovisivo, all'interno della cupola del planetario.

Avvalendosi delle alte tecnologie visuali della cupola del planetario e della collaborazione dell'astrofisico Manuele Balboni che si occupa specificatamente della messa in scena di spettacoli visivi e che gestisce l'apparato tecnico della cupola, è stato possibile realizzare un vero e proprio viaggio attraverso la nostra galassia, la Via Lattea, partendo dal pianeta Terra, con lo spettacolo dell'Aurora Boreale e degli sciami di stelle cadenti, passando per Giove e le sue lune, sfiorando Saturno e immergendosi nei suoi anelli.

Il viaggio si è concluso con un accelerazione estrema delle velocità che ha portato gli occhi dell'osservatore fin fuori la galassia e oltre i confini conosciuti dell'universo.

La parte audio è stata studiata e composta utilizzando principalmente suoni naturali dei corpi celesti  captati dalle sonde inviate nello spazio, in particolare Voyager e Cassini.

Per quanto al di fuori della nostra atmosfera i suoni non hanno possibilità di propagarsi perchè viene meno un mezzo fluido attraverso il quale possano trasmettersi, le sonde V. e C. captano continuamente onde elettromagnetiche provenienti dai corpi celesti immersi nel "vuoto". Quest'ultime traducono le onde elettromagnetiche in onde sonore audibili.

 Gran parte dei suoni campionati in fase di costruzione del pezzo sonoro, son state fornite direttamente dalla audioteca del museo INFINITO.

 

Durante la fase di montaggio della mostra, i due artisti hanno concordato con l'astrofisico una linea guida da seguire per quanto riguardava i luoghi da toccare durante il viaggio interplanetario in relazione ai suoni campionati per la composizione.
Lo sviluppo dell'intero percorso, del susseguirsi dei luoghi, delle scene, dei suoni, delle atmosfere è stato creato dal vivo seguendo l'empatia del momento.

 

A causa della specifica caratteristica della tecnologia video del planetario, atta a creare spettacoli "immersivi" che si proiettano su un piano curvo (cupola) con un ampiezza di raggio di 360 gradi, in totale assenza di luce all'interno della sala, la documentazione  dello spettacolo non può essere del tutto esaustiva, si limita ad una piccola parte dell'intera superficie concava.

 

 

durata performance circa 35 minuti

 

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